Tula

tula ss panoramaAbitanti 1671, altitudine 275 m s.l.m., superficie territoriale 65,51 km². Il paese di Tula domina dalla sua posizione leggermente elevata l'invaso del Coghinas e la vasta pianura circostante. L'abitato è caratterizzato da architetture improntate ad estrema semplicità, con edifici allineati a due o tre piani e facciate di disegno essenziale nella parte più antica, nelle strette strade intorno alla parrocchiale che costituisce il fulcro del paese, mentre la maglia urbana si allarga nei quartieri più recenti, con strade più ampie, piazze e abitazioni più rade intervallate da cortili.

Il nome potrebbe essere di origine paleosarda, ma assimilabile al latino tabula (riquadro di terreno, di vigna). Il territorio fu abitato fin dall'antichità. Il primo nucleo di abitanti forse giunse dallo scomparso villaggio di Lesanis. Nel periodo medioevale fece parte della Curatoria di Bisarcio del Giudicato di Torres, che a metà del 1200 fu acquisita dai Doria. In seguito al matrimonio tra Eleonora e Brancaleone Doria passò sotto il Giudicato d'Ardorea. Con la conquista della Sardegna da parte dei Catalano-Aragonesi, le sue vicende furono legate alla Signoria di Oliva fino al 1843.

tula ss panorama 2Uno sguardo in anteprima Tula è un borgo agricolo che sorge ai confini settentrionali del Campo di Ozieri, in una zona che rappresenta il punto di incontro tra il Logudoro-Monteacuto, l'Anglona e la Gallura. Il territorio comunale è bagnato ad ovest dal pittoresco lago Coghinas che ha da sempre giocato un ruolo fondamentale nella vita del paese. Tula sorge ai piedi dell'Altopiano di Su Sassu, formato da trachite di vari colori e da roccia calcarea, dal quale è possibile ammirare uno splendido paesaggio sul lago e la fertile pianura alluvionale circostante. Il territorio fu abitato fin dall'antichità come dimostrano i numerosi reperti archeologici presenti nella zona. Probabilmente i primi abitanti provenivano dal vicino villaggio di Lesanis che si è spopolato tra la seconda metà del XIV secolo e gli inizi del XV. I romani si stanziarono vicino al santuario di Castro probabilmente attratti dalla fertilità delle terre utilizzando i nuraghi della zona come punto di osservazione.

Nel periodo medioevale fece parte della curatoria di Bisarcio del Giudicato di Torres, che fu poi acquisita dai Doria. Successivamente, grazie al matrimonio tra Eleonora d'Arborea e Brancaleone Doria, il paese entrò a far parte del giudicato arborense. Con l'arrivo degli Aragonesi il paese passò sotto la Signoria di Oliva fino al 1843.

Le attività economiche principali sono l'allevamento, l'artigianato e l'agricoltura, ma il paese, grazie alle sue particolarità ambientali, culturali e gastronomiche, sta puntando sullo sviluppo del turismo grazie soprattutto alla vicinanza del lago Coghinas. Perché visitare Tula Durante l'epoca nuragica l'area era densamente abitata grazie alla sua invidiabile posizione strategica, sono stati infatti riportati alla luce molti reperti archeologici e numerosi nuraghi tra cui i nuraghi Mazzone, Occultu, Sa Pigalva, S'Arroccu e il nuraghe Mannu. Nel territorio troviamo anche diverse domus de janas e ipogei.

Nella strada per Perfugas si può visitare la chiesa romanica di Santa Maria di Coros risalente al XII secolo. La chiesa, costruita con conci di trachite rosa e grigia, appartenne ai vallombrosani, ma della sua struttura originaria rimane solo il lato sinistro. Merita una visita la chiesa campestre di San Pietro, in località Sa Sia, dalla quale è possibile godere una meravigliosa vista panoramica sul Lago Coghinas. La chiesa parrocchiale di S. Elena si trova invece nel centro abitato, al suo interno troviamo il polittico della Trinità che rappresenta nei suoi riquadri l'Annunciazione, la Pentecoste, l'Adorazione dei Re Magi e la Visitazione.

Il centro abitato è molto grazioso e semplice e testimonia la vita passata del paese, la sua antica cultura, ma anche la sua evoluzione. La strada principale è lastricata in granito. Le strade più antiche sono piuttosto strette, mentre nella parte nuova del paese cominciano ad allargarsi e le abitazioni diventano più rade per lasciar posto ad ampi cortili. Le case sono generalmente costruite in tufo e in pietra locale; si possono ammirare dei meravigliosi portali di legno intarsiato, rosoni in ferro battuto e graziosi comignoli.

LE ORIGINI DI TULA

nuraghe tulaDalla folta presenza di monumenti risalenti all'epoca nuragica, possiamo dedurre, ad esempio, che in questo periodo il territorio fosse intensamente popolato, soprattutto per motivi strategici. Dalle zone più alte è possibile dominare l'intera piana di Chilivani e vasta parte dell'Anglona. Inoltre nella fertile pianura sono ancora presenti e ben conservati i nuraghi posti a vedetta lungo il corso del fiume, come il Nuraghe Occultu, Nuraghe Mazzone e quello detto Mannu. A questo periodo risalgono importanti testimonianze archeologiche e numerosi sono i siti che possono interessare gli amanti della storia e dell'archeologia. In zona S. Maria, nelle vicinanze di N.S. di Coros si trova il Nuraghe s'Arroccu nelle cui vicinanze sotto la chiesa di N.S.di Coros è stata segnalata la presenza delle tombe dei giganti. Nelle vicinanze del paese si ammira il Nuraghe Sa Pigalva. Sulle rive del Lago Coghinas si trova il nuraghe "Stazzu Su Nuraghe" di cui rimane solo parte del tronco centrale. Altra zona archeologicamente interessante è quella di"Sa Mandra Manna", dove sono siti una domus de janas e un nuraghe omonimi. In località "Coloras", è sita una domus dalla caratteristica forma di fungo. Emergenze archeologiche di notevole importanza troviamo nella zona di Pedralada dove trovansi l'ipogeo detto appunto di Pedralada e numerosi altri nuraghi: Nuraghe Mazzone, Nuraghe Mannu, Nuraghe Occultu. Altro nuraghe degno di nota è il "Nuraghe Ruju", in località Su Raighinalzu. A circa due km dal paese, in una zona denominata "Su Padru", si possono vedere le imponenti "Domus de Janas di Concas". Altri siti di interesse storico e archeologico che si trovano nei dintorni del paese sono il santuario di N.S. di Castro, in territorio di Oschiri, la zona archeologica di Orvei ed il Nuraghe Burghidu, in territorio di Ozieri.

disegni sardi